Testi critici

Fra tradizione e innovazione di Marcello Napoli - critico giornalista

La storia ed evoluzione della fotografia ha preso negli ultimi anni un trampolino temporale tale da portarla a misura di tutti: basta un click, un battito di ciglia. I pixel come migliaia di occhi di insetto ricompongono un’immagine e chiunque può fare e disfare, costruire e decostruire albe, tramonti, luci nella notte, ritratti,
momenti.

Dalla selce all’elettronica: è l’evoluzione dell’uomo, del Tempo. Nei piccoli “gioielli” di Pinella Palmisano, troviamo racchiusi in pochi centimetri questa storia; non solo quella dai primi decenni dell’Ottocento, ma più indietro ancora. Il lavoro che ha base, passione, mestiere, pratica fotografica, diventa davvero “estensione e controllo” dalla mente alla mano al godimento degli occhi. Il legno di iroko viene tagliato e preparato, poi come un “copista”, un amanuense medioevale, la Palmisano fissa l’oro sul legno. Ritornano alla mente le immagini tre-quattrocentesche che hanno fatto della Toscana, dell’Italia che ancora non esisteva come unità politica, la capitale del mondo dell’arte. Su questa base, preziosa, fulgida, in questo raggio di soletrasportato su legno la fotografa sposa la pittura, ritorna ad una manualità che l’elettronica in qualche modo nasconde. Su quel raggio d’oro puro il profilo di un’isola, di una barca sulla battigia, di una pagina di macchia mediterranea, di case in pietra emergono come silhouette.

Nero e oro: non ricordano certi quadri di Klimt? certe pale? non fanno riemergere alla memoria i tramonti mediterranei controluce, alcuni fuggenti attimi di purezza e bellezza? 

In questi frammenti e paesaggi, dove l’infinito è minimo, l’orizzonte un pensiero “non c’è nulla che non sia beltà, ordine e lussocalma e voluttà”, per dirla con Baudelaire.
Pinella Palmisano, non si è mai accontentata dell’altrove, del click così com’è: guardare questi piccoli raggi d’oro e figure sarà come per un poeta, per lo spettatore percepire un mare in una goccia.

8 Marzo 2019

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I LUOGHI DELL'ANIMA

Pinella Palmisano conduce dal 2018 un percorso
artistico che unisce rigore artigianale e visione poetica. Con il progetto
delle Oro-graphie, l'artista esplora la relazione tra luce e memoria e identità dei
luoghi e trasforma la fotografia in una creazione preziosa che trascende
l'immagine.

La sua ricerca affonda le radici nella
tradizione delle tecniche antiche dalla doratura alla miniatura reinterpretate
attraverso una sensibilità contemporanea che dialoga con un immaginario simbolico di
matrice spirituale. Nei suoi lavori l'oro diventa materia di rivelazione. Una superficie che riflette e restituisce il sacro nascosto nelle cose, nei paesaggi, nei volti.

Critici e osservatori riconoscono nel lavoro
di Palmisano una rarissima capacità di coniugare delicatezza e rigore, innovazione
e tradizione, estetica e dimensione interiore. Le sue opere sono spazi di contemplazione, luoghi dell’anima nei quali la luce è linguaggio e la fotografia è rito. Grazie a questa visione, ogni Oro-graphia si converte in una esperienza emotiva che parla a chi la osserva e invita a riscoprire il legame
profondo tra bellezza, spiritualità e memoria.

Le Oro-graphie sono un frammento di luce
impresso nell'oro. Realizzate con materiali di altissima qualità, queste creazioni sono incastonate nel plexiglass, elemento progettuale che dialoga con la luminosità dell’oro. La fotografia impressa sulla foglia d'oro 24K certificata, applicata con tecnica manuale su legno di iroko, conferisce a ogni
creazione un carattere irripetibile. Le venature del legno raccontano la trama del
tempo. La fotografia si trasforma in un paesaggio interiore che ti invita a
fermarti, a contemplare, a oscillare tra ciò che ricordi e ciò che desideri. Le opere
si trasformano, così, in talismani visivi, in una sorta di piccoli altari portatili.

Ciascuna di esse è unica e firmata, con certificato di autenticità. Collezionarla significa possedere un frammentodi luce solidificata.

Le dimensioni 10×10 cm e 15×15 cm, unite alla raffinata collezione di gioielli, rendono queste opere oggetti preziosi e intimi. Le opere di formato maggiore, la collezione Oro-graphie compie una evoluzione significativa ed espande la sua capacità narrativa. Le 20×20 cm, 30×30 cm, 30×50
cm e 30×70 cm costituiscono un ampliamento della visione stessa
dell'artista. Laddove le miniature custodivano l'intimità della tradizione sacra,
i grandi formati introducono una maggiore ampiezza di campo che induce a
lasciarsi attraversare dalla scena.

Queste opere, estese come orizzonti interiori, evocano memorie ancestrali e archetipi visivi. Le linee si distendono, la
luce si dilata, la foglia d'oro amplifica le sfumature del tempo. Sono creazioni che
chiedono di essere contemplate e di essere custodite come frammenti di un racconto
capace di risuonare nel cuore di chi colleziona, ama e ricerca nel bello un
varco dello spirito.

PORTRAIT

Il ritratto oro-graphico è un gesto di
celebrazione. Un atto d'amore verso se stessi o verso chi desideriamo onorare. Se il dagherrotipo ottocentesco rappresenta la
nascita della memoria visiva moderna l’oro-graphia ne raccoglie l’eredità e la reinterpreta in chiave contemporanea nel fondere fotografia, preziosità materica e alchimia. L'oro diventa parte integrante del volto ritratto. Lo avvolge, lo irradia, lo trasforma in icona. Ne nasce un'opera che è
una presenza capace di restituire dignità, grazia e profondità emotiva a chi vi
è raffigurato.

Il ritratto come testimonianza dell'essenza
del soggetto.

Commissionare un portrait significa scegliere un progetto artistico che non si limita a rappresentare e raffigurare, ma
intende essenzialmente custodire e raccontare. È un dono esclusivo, un frammento di eternità, che unisce il ricordo alla preziosità della materia.

Philosophy

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